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sabato 9 dicembre 2017

Corsi di tintura naturale

E' in partenza il mio corso di tintura vegetale: mi è stato chiesto da molti e finalmente ho trovato il posto giusto! Le attività saranno ospitate dall'associazione "i.Music" di Inverigo (CO).



Ho deciso di offrire due modalità: il corso teorico con dimostrazione, se vuoi avvicinarti a questa tecnica e non sei ancora sicura se fa per te; il corso pratico, per fare con le tue mani e prepararti a poterlo ripetere poi a casa anche da sola. Scegli quella più adatta a te e se sei indecisa scrivimi che ne parliamo 😉

Corso teorico: spiegazione di materiali e procedimento con dimostrazione pratica, ovvero potrai osservarmi mentre svolgo il procedimento dal vivo e fare tutte le domande che vuoi
Durata 3 ore, costo 30€ a persona.

Corso pratico: farai tu in prima persona, con la mia guida, tutte le operazioni di tintura di una matassa di lana che poi naturalmente ti porterai a casa.
Durata 4 ore, costo 55€ a persona, massimo 4 partecipanti. Materiale e attrezzature forniti.


Sabato 13 gennaio 
Corso teorico con dimostrazione ore 9.00
Corso pratico ore 14.00

Presso l’associazione “i.Music” a Inverigo (CO), piazza U. Foscolo, 11

Puoi iscriverti entro il 7 gennaio mandandomi una mail a tuttosicrea@gmail.com
Per informazioni sulla location:
“i.Music” 331.5714674
Puoi seguire gli aggiornamenti e chiedere informazioni anche sulle pagine Facebook di i.Music e Tuttosicrea.


Ringrazio moltissimo gli amici di "i.Music", associazione senza scopo di lucro che gestisce una scuola di musica e una di assistenza allo studio, cui andrà parte del ricavato per sostenere le attività didattiche.

Se ti interessa seguire il mio corso ma sei troppo lontano, contattami! Possiamo organizzare un evento vicino a te. Scrivimi: tuttosicrea@gmail.com




Regali di Natale #3: chiedi aiuto alla natura per pacchetti "wow!"

Una bella confezione può essere ecologica e di grande effetto con pochi semplici materiali e decorazioni prese dalla natura.
Ho preparato qualche idea per esaltare i tuoi doni in modo facile e sostenibile.

1. Riciclo: cartoni delle uova e tubi della carta da cucina



Per piccoli oggetti come gioielli, dolcetti, prodotti di bellezza puoi usare queste confezioni super ecologiche: riutilizza i cartoni delle uova o il tubo interno della carta da cucina. Puoi anche tagliarlo per creare formati più piccoli.
Adesivi, nastri, carte colorate, timbri li trasformeranno in scatoline colorate e allegre.



2. Bosco: carta da pacco e rametti



Adoro la carta da pacco, quasi tutte le mie confezioni sono fatte così 😊 Puoi lasciarla liscia o decorarla con timbri, scritte o macchie di colore. Si abbina perfettamente con lo spago, la rafia, la juta. Decorala con rametti di cipresso, pigne, bacche, spighe, fiori essiccati, fette di arancia disidratate, foglie... tutto ciò che trovi nel bosco o nel prato. Effetto strepitoso!



3. Tessile: stoffa e lana



Rustico e semplice, il pacchetto tutto tessile è originale e curato. Usa una tela di cotone o di lino per avvolgere il regalo e circondalo con vari giri di filo di lana. Gioca con i colori e scegli una decorazione minimal: un rametto o un cartellino di cartone.



4. Tra antico e moderno: carta di giornale e juta



Basta veramente poco per fare un bell'effetto decorativo: usa una pagina di quotidiano per incartare, scegliendo preferibilmente una parte senza immagini, e aggiungi una striscia di juta nel mezzo. Chiudi con spago per un effetto "imballaggio vintage". Completa con un cartellino col nome o un augurio.

Regali di Natale #2: buone cose da mangiare fatte con le tue mani

Durate le feste, si sa, si mangiano leccornie e manicaretti speciali che parlano di festa.
Il cibo è da sempre segno di condivisione e famiglia, unisce le persone e nella sua preparazione c'è il tempo, la cura e la dedizione che sono veri simboli del significato del Natale.
Per questo dei regali mangerecci sono ottime idee per sorprendere le persone che amiamo: sempre graditi, se preparati per tempo con una buona organizzazione e una bella confezione sono doni perfetti!



Ecco la mia lista di regalini a tema alimentare, quest'anno i miei amici e familiari riceveranno un prodotto da gustare!
Puoi raggrupparli in cesti o scatole, abbinarli a un accessorio per la casa o l'abbigliamento, o inserirli come aggiunta accanto al regalo principale

1. I vasetti di spezie



Difficoltà: facilissimo

Occorrente: spezie sfuse secondo i gusti del destinatario, mini vasetti in vetro, etichette adesive, penarello a punta fine nero

Confezionamento: metti ogni spezia in un vasetto e ritaglia dall'etichetta una forma in stile vintage; disegna il bordo col pennarello e scrivi in bella calligrafia il nome della spezia. Puoi anche usare un nome di fantasia evocativo o simpatico, come "Tramonto nel deserto" o "Polvere di unicorno" 😄



2. La marmellata salata




Difficoltà: facile

Occorrente: 1 kg di cipolle di Tropea, un cucchiaio di aceto balsamico, qualche foglia di basilico, un rametto di rosmarino, 1 bicchiere d'acqua, un pizzico di noce moscala, sale.
Per confezionare: vasetti di vetro ermetici, juta o cotone, spago, rafia, cartoncino, etichette adesive, pennarello.

Procedimento: taglia le cipolle sbucciate a pezzettoni, mettile in pentola con l'acqua, l'aceto, il romasrino e il basilico, la noce moscata e copri con il coperchio.
Al bollore aggiungi il sale e cuoci per 20 minuti mescolando ogni tanto.
Togli dal fuoco, frulla tutto col frullatore a immersione e rimetti a cuocere per altri 10 minuti.
Nel frattempo sterilizza i vasetti bollendoli in aqcua o mettendoli a testa in giù nella vaporiera per qualche minuto.
Metti la marmellata ancora bollente nei vasetti sterilizzati, chiudi e capovolgi. Lascia raffreddare.

Confezionamento: ritaglia le etichette con una forma vintage, ripassa il bordo col pennarello e scrivi "Marmellata di Cipolle di Tropea" o quello che preferisci; applicale sul vasetto quando è freddo.
Ritaglia un quadrato dalla juta o dal cotone che sia almeno 3 cm più largo del coperchio, mettilo sopra e stringi bene intorno con lo spago, lasciandone un po' per fare un bel fiocco. Prendi la rafia e aggiungila intorno con un nodo. Dal cartoncino ritaglia un cartellino, fai un buco e scrivici un pensiero, un augurio e la data di preparazione della marmellata. Infila nella rafia e annoda.

Variante facilissima: usa la cipolla dorata, tagliala a pezzetti e frullala nel mixer. Aggiungi aglio, pepe, sale, olio extravergine di oliva, senza cottura. Questa "marmellata" va usata subito fresca, perciò preparala poco prima di regalarla e raccomanda di tenerla nel frigorifero. Può essere un'idea da portare al pranzo o alla cena di Natale da assaggiare tutti insieme sui crostini!



3. La salsa di melograno



Difficoltà: facile

Occorrente: 1/2 kg di melograni, 2 bicchieri di vino rosso, due cucchiai di zucchero, un cucchiaino di sale.
Per confezionare: vasetti di vetro ermetici, carta da pacco, scotch trasparente grande, pennarello, nastro di stoffa.

Procedimento: sbuccia i melograni eliminando con cura le pellicine bianche. Metti a cuocere con il vino per mezz'ora. Filtra per eliminare i nocciolini, aggiungi lo zucchero e il sale (aggiusta secondo il tuo gusto).
Nel frattempo sterilizza i vasetti (leggi sopra).
Metti la salsa ancora calda nei vasetti, capovolgili e lascia raffreddare.

Confezionamento: ritaglia nella carta da pacco un tondo un po' più piccolo dell'altezza dello scotch. Scrivi col pennarello in bella calligrafia "Salsa di melograno" e la data di preparazione. Attaccalo sullo scotch - lato scritto contro lato adesivo - e ritaglia intorno lasciando un po' di margine per far aderire. Appiccicalo al vasetto. Ritaglia nella carta da pacco un altro tondo almeno 3 cm più largo del coperchio. Disegna, ricalca o timbra un melograno nel mezzo, metti sopra il coperchio e fissa con il nastro. Per maggior sicurezza puoi mettere un elastico sotto e nasconderlo con il nastro.



4. Il liquore di agrumi



Difficoltà: facile.

Occorrente: 1/2 litro di alcool buongusto, 3 limoni, 3 arance, 1 pompelmo, 3 mandarini, 1/2 litro di acqua, 200 grammi di zucchero di canna.
Per confezionare: bottiglia di vetro con tappo, juta, ago e filo, pennarello

Procedimento: lava bene gli agrumi e sbucciali facendo attenzione a non rimuovere la pellicina bianca. Metti le bucce nell'alcool e lascia riposare per due settimane, agitando ogni tanto. Al termine del periodo di riposo sciogli lo zucchero nell'acqua portando a ebollizione, lascia raffreddare. Filtra l'alcool rimuovendo le bucce, mettilo nella bottiglia e aggiungi lo sciroppo ottenuto con acqua e zucchero. Preferiblmente fai riposare un'altra settimana prima di bere.

Confezionamento: ritaglia una striscia di juta lunga poco più del diametro della bottiglia. Scrivi col pennarello "Liquore di agrumi", avvolgi attorno alla bottiglia per prendere bene la misura e cuci in modo da formare una fascia. Infila sulla bottiglia. Se vuoi aggiungi un fiocco sul collo.

mercoledì 6 dicembre 2017

Regali di Natale #1: idee per tutti i gusti

Ogni anno preparo una selezione di idee per diversi destinatari, scegliendo tra le artigiane che conosco e ammiro.
Eccola!


Per la mamma romantica: Lisa


Un abbraccio caldo per lei che ti ha abbracciata tutta la vita.


Per i bambini curiosi: Claudia


Avventure nella fantasia con il tappeto gioco in feltro.


Per la sorella sognatrice: Gioconda


Insieme sempre bambine: la bambola artistica in lana cardata.


Per la piccola di casa: Paola


Per la principessina ci vuole un abitino delizioso in tessuto di qualità.


Per il papà intellettuale: Silvia


Un gioco da tavolo antichissimo per aguzzare l'ingegno e appagare la mente del papà secchione.


Per l'amica ecologista: Elena


Morbida, calda e tinta con le piante, la stola in pura lana rispetta l'ambiente.


Per il marito/fidanzato avventuroso: Samuela


Segnerà i luoghi dove siete stati e dove andrete insieme sulla tavola planisfero in legno.


Per la cognata stilosa: Rossana


Realizzata con tessuti per tappezzeria, la borsa pratica per chi è attenta al look.


Per il fratello indie-rock: Giorgia


I più grandi della storia della musica in spille da sfoggiare sia sulla felpa che sulla giacca.


Per la coppia di neosposi: Roberta


Il dettaglio personale per la nuova casa è il numero civico dipinto a mano.


Per la suocera pollice verde: Cristina


Arreda con gusto e sta bene in tutte le case il portapiante in ceramica.


Per la collega spirituale: Sonia


Il mandala dipinto può essere personalizzato con una vera e propria consulenza.


Per te che ti devi coccolare: Esther


Anche tu ti meriti un regalo: prenditi cura di te con il kit benessere.

lunedì 27 novembre 2017

Indossare i colori della natura: cosa significa scegliere un prodotto Tuttosicrea

I colori dell'autunno da indossare direttamente dalla natura.
Tutte le colorazioni delle lane e delle sciarpe Tuttosicrea sono estratte solo da elementi vegetali: pigne, foglie, fiori, bacche, ortaggi. Acqua, calore, pazienza ed esperienza trasferiscono l'essenza cromatica dei boschi e dei prati nei capi che realizzo a mano con cura; in più sono in fibre naturali: lana, seta, cotone, italiani e il più possibile locali.

La pura lana vergine di pecora proviene da Biella. La acquisto in rocche che pazientemente srotolo per formare le matasse. Infatti i filati non si possono tingere in gomitoli o rocche, perchè ovviamente le parti più interne non riuscirebbero ad assorbire il colore.

I tessuti li prendo da piccoli commercianti locali, che conosco e di cui mi fido, per garantire una provenienza sicura e supportare i negozietti del mio territorio. Ciò significa però che non sempre ho disponibilità degli stessi tessuti, e che non tutti i lavori sono replicabili identici, poichè la stoffa è disponibile sono in piccoli lotti.

I colori provengono da piante locali, cioè le raccolgo personalmente nei prati, nei campi e nei boschi attorno alla mia casa o in gite che mi capita di fare; gli ortaggi e la frutta sono coltivati da me, da amici, o acquistati prestando attenzione alla provenienza italiana. Non compro "polverine" già pronte provenienti dall'altro capo del mondo. Al massimo può succedere che impieghi colori vegetali "lontani" che amici e parenti mi regalano dai loro viaggi, realizzando quindi esemplari unici e non ripetibili.

Che cosa significa tutto ciò per te? Significa che avrai tra le mani un prodotto unico, che nessun altro avrà uguale; veramente a km0, con un impiego energetico quasi nullo (a parte quello delle mie gambe e delle mie braccia, ma non preoccuparti, mi piace la pizza e non resto mai senza carburante :D ); autenticamente ecologico, senza fissanti nocivi nè per te che lo porti addosso nè per me che lo lavoro; senza scarti pericolosi per l'ambiente; sicuro da indossare perchè privo di allergizzanti per la pelle e in fibre naturali usate da millenni in tessitura; prodotto nel rispetto dell'etica del lavoro, senza sfruttare nessuno, lontano dal consumismo febbrile e dall'acquisto di oggetti di scarsa qualità e senz'anima; tradizionale e con un valore culturale di recupero di antichi mestieri e tecniche locali. Ah, puoi anche personalizzarlo come vuoi, perchè parli direttamente con me e mi dici cosa ti piace e quali dettagli vorresti.

Tutto questo grazie alla natura, per te.


giovedì 23 novembre 2017

Magia della scienza e della natura: tingere con le foglie di pruno

Il pruno è una pianta spettacolare in tintura. Su questo filato di lana grossa a un solo capo tinge di un caldo marrone. Sul cotone leggero dà un rosa confetto. Sul tessuto di lana fine è grigio perla da bagnato, e man mano che asciuga diviene verde salvia. Dimmi tu se non è magia della scienza e della natura questa. 🍂


mercoledì 15 novembre 2017

Da un umile ortaggio il colore del cielo: la tintura naturale con il cavolo

L'umilissimo cavolo è generoso di un colore unico e speciale: il blu è una tonalità difficile per la tintura naturale, va ricavata da piante esotiche e di laboriosa estrazione (Indigofera) oppure locali ma che anch'esse richiedono un processo lungo e poco ecologico (Isatis).
Io ho scelto di non adoperare queste soluzioni, come spiego in quest'altro post, bensì di studiare e sperimentare il semplice ortaggio nostrano.
"Brassica oleracea var. capitata rubra" - nient'altro che il cavolo o crauto rosso - dà tonalità dal celeste al turchese, ma non è semplice ottenerli e renderli stabili. Provando e riprovando l'esperienza mi ha permesso di trovare la ricetta giusta, e con questa ho tinto vari filati come quello nella foto, e stole calde e morbidissime.

Vai in negozio a vedere tutte le sfumature di questa verdura così umile ma così magica: goo.gl/FhLiGB


martedì 7 novembre 2017

Come gomitolo e uncinetto: di amicizie proficue che creano belle cose

Sono molto felice di avere avviato una collaborazione con una bravissima artigiana e amica: Lisa di CrochetRomance.
Lisa lavora all'uncinetto e ai ferri per creare capi e accessori romantici e femminili (puoi trovarli qui), realizza tutorial e schemi e gestisce il gruppo TempodiCrochet.
Ci conosciamo da tempo, essendo entrambe tra le leaders del team Etsy italiano Italia Smart Team, così quando le ho mostrato le mie lane tinte con le piante abbiamo subito deciso di fare qualcosa insieme.
Lisa si è prestata a fare da tester alla lana Tuttosicrea, realizzando alcuni progetti e video tutorial per valutarne morbidezza, scorrevolezza e resistenza ai lavaggi.
Questi preziosi mini corsi sono disponibili, insieme ai molti altri che ha creato in italiano, inglese e tedesco, per destrorsi e per mancini, nel suo canale YouTube. Ecco un esempio:



Realizzato con lana tinta con Cerretta (Serratula tinctoria), Piantaggine (Plantago major) e Hennè (Lawsonia Inermis), tonalità che si abbinano perfettamente in colori pastello delicati e giovani.

Il giudizio di Lisa sulle mie lane tinte con le piante:


Iscriviti al canale YouTube per imparare a lavorare all'uncinetto e a maglia con le spiegazioni semplici e passo di Lisa, che ringrazio tanto tanto perchè mi fa scoprire continuamente qualcosa di nuovo su questa affascinante arte, un po' dimenticata in passato, ma che è tornata alla grande tra le mani anche delle giovanissime. Non resta che provare :)

mercoledì 1 novembre 2017

Arcobaleno incompleto: perchè non trovi tutti i colori nelle mie tinture naturali

Tintura naturale. Questo è quello che faccio e queste parole hanno un significato preciso, che prendo alla lettera.
Perchè tingere naturalmente? Perchè usare le piante per dare colore ai tessuti quando da più di un secolo sono stati inventati comodi ed economici prodotti per tingere di origine sintetica, che offrono una gamma infinita di sfumature, rapidità d'uso e durevolezza imbattibile?
Debbo riconoscere che in molti casi la tintura naturale è un vezzo. Si impiegano sì materire tintorie di origine vegetale, sovente esotiche, ma per ottenere effetti sorprendenti, un ventaglio cromatico più ampio, decorazioni accattivanti si studiano operazioni complesse che coinvolgono sostanze sintetiche e necessitano di un grande dispendio energetico. I risultati sono molto belli, spesso, ma per il mio personale pensiero questo non ha più molto titolo per collocarsi nell'ambito della tintura naturale.
Per me naturale significa soprattutto ecosostenibile. Questa è la ragione per usare tessili tinti naturalmente. Perchè hanno un ridottissimo impatto ambientale, non sono allergizzanti sulla pelle, sono espressione di una lunga tradizione locale. Se decade uno di questi elementi, o tutti, dal mio punto di vista viene meno anche il senso di tutta l'operazione... insomma tanto vale mettere i nostri panni in lavatrice col famoso colorante industriale che troviamo al supermercato.
Certamente la tintura in quei termini può essere divertente, sarà interessante sperimentare, non dico di no. Per questo rispetto la scelta di chi porta la tintura in questa direzione. Ma non è la mia scelta.

Veniamo così al motivo per cui la gamma di colori dei miei tessili può sembrare limitata. Non ho rossi intensi, pochi blu e viola, nessun nero. Perchè?

Perchè la mia tintura è ecologica e locale. Questi sono i miei punti cardine.
Non uso viranti o mordenti sintetici, nè operazioni che richiedono calore per lungo tempo o ingenti quantità di acqua (già di per sè la tintura, qualsiasi tintura, non ne richiede poca), scelgo solo piante locali.
Sulla scelta dei vegetali vorrei approfondire, perchè da essa deriva la mia gamma di colori che ad alcuni può sembrare mutila ma è semplicemente l'espressione del mio territorio e di ciò che offre.
Quando dico che uso piante locali intendo che adopero erbe, fiori, frutti che trovo intorno a casa, o in ambienti circostanti che raggiungo fisicamente in prima persona, per cogliere a mano uno per uno gli elementi vegetali che mi servono, laddove è concesso e rispettandone l'habitat. Quasi ogni giorno esco a piedi a raccogliere, con i guanti le forbici e una borsa di tela. Conosco i luoghi, i periodi o ne cerco di nuovi. Quando raccolgo non strappo tutto ciò che trovo, non asporto radici, permetto alla pianta di continuare a riprodursi. Se so che una pianta è locale ma non la trovo, chiedo a un'amica di guardare nel suo giardino, nel bosco vicino a lei, nel campo incolto del vicino e le chiedo di coglierla per me.
Per questo motivo non trovi i rossi i viola i neri tra i miei tessuti e filati: non ci sono attorno a me piante che danno questi colori.
Potrei acquistare su internet polverine confezionate di piante esotiche già lavorate e pronte per tingere; potrei comprare al supermercato frutta che arriva dall'altra parte del mondo; potrei cercare tintorie spontanee di cui si impiegano le radici estirpandole e l'anno seguente non troverei più niente; potrei usare coloranti di origine animale; potrei metter su una coltivazione di guado, presente in Italia da millenni, e per estrarne il colore impiegare un procedimento lungo, energivoro e con reagenti chimici. Ma non lo faccio, perchè secondo me non ha senso.
Tingere con le piante per me non è un vezzo, una moda, un esperimento divertente (beh, questo sì, in un certo senso, sempre); è una scelta consapevole che si abbina, nel modo più coerente che posso, a tutte le altre scelte di vita. Per quanto mi è possibile, sbagliando a volte, interrogandomi spesso, cerco di dare un senso a quello che faccio riducendo l'impronta ecologica delle mie attività, dei miei consumi. La tintura naturale è la conseguenza di un modo di vita che ho scelto molto tempo fa e che provo a rispettare e raccontare ogni giorno, dalle piccole cose a quelle grandi.
Perciò non trovi rossi fiammeggianti, blu profondi e viola intensi nelle mie tinture, ma "solo" gialli accesi o tenui, arancioni solari o pesca, azzurri celesti o turchesi, verdi pallidi o salvia, rosa antico, beige, marroni, bordeaux... sono i colori che ci regala la natura a me vicina, spero ne apprezzerai la bellezza e soprattutto ne comprenderai il valore.


sabato 28 ottobre 2017

Lana grezza e amicizia artigiana: perchè sono felice di fare questo lavoro

Un'altra delle cose meravigliose dell'essere un'artigiana: gli scambi e i doni fatti con spirito di collaborazione e apprezzamento sincero. Ricevo dalla collega Gio una selezione di matassine di lana non trattata, scampoli tessuti a mano, una favolosa pezza di canapa grezza. Con questi filati artigianali, locali, provenienti dalle colline tosco-emiliane Pupillae Art Dolls realizza bambole che riconosci al primo sguardo: l'atmosfera retrò, sognante, sospesa tra un vecchio circo e un film di Burton, tra una damina alla corte del re Sole e la New Orleans degli anni Venti è unica e piena di significato. Ringrazio Gioconda per questo piccolo affascinante campionario che non vedo l'ora di tingere con le piante più pregiate e interessanti, e ti invito a visitare il suo mondo di lana e poesia 💛




Ho tinto e messo ad asciugare i preziosi filati e panni: due matasse di lana grezza, filata in un'antica filanda al confine tra Emilia Romagna e Toscana da un artigiano che porta avanti una tradizione di famiglia da molti anni; due pezze della stessa lana tessuta in panni spessi e operati; una tela di canapa semplicissima e molto, molto bella. E' la prima volta che vedo un tessuto di canapa e ne sono totalmente conquistata. Vedremo come si comporterà alla prova del colore! Non sei curiosa? 😊

venerdì 13 ottobre 2017

Sfodera gli uncinetti... collaborazione in vista

Cerretta (Serraturla tinctoria), Cavolo rosso (Brassica oleracea var. capitata rubra) e Piantaggine (Plantago lanceolata) hanno colorato questi gomitoli che sono in viaggio, insieme ad altri variopinti, verso un'uncinettatrice super speciale per una collaborazione segreta 😁 al momento opportuno sveleremo le nostre carte e sfoderermo i nostri uncinetti.. o meglio magari lo farai tu perchè io non so nemmeno come si tenga in mano 😅 ma le collaborazioni servono a questo 😉


giovedì 5 ottobre 2017

Tintura naturale dei tessuti: il mio e-book "Tingi con le piante in cucina"


Me l'avete chiesto in tantissimi: finalmente sono riuscita a scrivere il mio e-book sulla tintura naturale!
Per chi si avvicina per la prima volta alla tintura vegetale ho preparato un vademecum semplice con le piante tintorie che puoi trovare in cucina: scarica gratis "Tingi con le piante in cucina" e aggiornami sui tuoi esperimenti :)

lunedì 2 ottobre 2017

Tuttosicrea davanti alla telecamera: non si sa mai cosa ti può capitare nella vita!

Oggi ti mostro qualcosa di me che forse non ti aspetti 😊

Il percorso creativo è sempre in evoluzione, e tutto contribuisce a portarci dove siamo oggi e dove arriveremo domani.
Ho iniziato a lavorare l'argilla polimerica una dozzina di anni fa, ne ho esplorato ogni anfratto, ogni piega e ogni superficie. Questo materiale mi ha dato tanto, ma ad un certo punto ho capito che dovevo cercare un mezzo più in linea con il mio stile di vita e con quello che voglio comunicare alle persone; un materiale più naturale, più originario. Certamente la soluzione più ovvia sarebbe stata la ceramica, ma essa richiede attrezzature, tempi e spazi che ahimè non posso permettermi di allestire ora. Così dopo tanti esperimenti sono giunta a mettere a punto il "mio" mix di argille, gesso e altri elementi che mi consente di lavorare bene, tener fede all'ecologia e fare un altro pezzo di strada. Quello che trovi in negozio ora.
Però se sono stata in grado di arrivare fin qui, e, spero, di poter proseguire oltre, è grazie all'esperienza lunga e impegnativa con l'argilla polimerica. I gesti, le manualità, le concezioni sono in gran parte gli stessi, e le tecniche che ho (auto)appreso allora mi sono utilissime ancora oggi. E' per questo che non rinnego affatto i trascorsi "polimerici", anzi. Spesso proprio da lì molte artigiane partono per avvicinarsi alla ceramica o anche ai metalli, da un materiale "facile" e reperibile, senza bisogno di forni speciali, spazi enormi, colori laboriosi.

Perciò quando ho ricevuto la proposta di una collaborazione importante, che riconosceva la mia professionalità e voleva avvicinare altre donne a questa disciplina, ho pensato che sarebbe stato sciocco non accettare.
Primo perchè io sono anche quello, cioè come ho detto l'esperienza di anni con l'argilla polimerica ha contribuito a portarmi qui; secondo perchè non mi piace tenere "i segreti" e quello che so amo divulgarlo, di certo non ho inventato niente di sconvolgente e mi fa piacere che altri si approccino all'artigianato creativo; infine, non posso nasconderlo, perchè mi sono sentita lusingata, apprezzata e come "premiata" di tanto impegno e fatica.

Vivo questo come un tuffo nel passato, come riguardare vecchie foto di quando eravamo giovani :D
Anche se ti sembrerà bizzarro - abituata a contenuti molto diversi su queste pagine - ti faccio vedere allora cosa ho combinato con DeAgostini DeAbyDay .
C'è un canale tutto mio sul loro sito con i tutorial e alcuni progetti che mi sono stati richiesti.

Ringrazio tanto Serena che ha pensato a me (a proposito di ricordi di gioventù!) e tutta la squadra dei videomakers che mi ha fatto provare un'esperienza bellissima e formativa. Non mi abituerò mai a vedermi con quel trucco ma è stato fico.

Questa sono io davanti alla telecamera 🙈




giovedì 20 luglio 2017

Stoffe, spilli e filati: manualità antiche hanno ancora un valore

Ultimamente ho messo mano solo alle tinture, o meglio ai risultati delle tinture. Ho deciso che devo trarne qualcosa di concreto da tutti questi tessuti... Ci sono cose che faccio da anni e tengo lì in un cassetto per me o per i miei cari, perché penso sempre che non interessino ad altri. La tecnica della tintura vegetale è una di queste, un'arte antica e tradizionale - non ho scoperto niente di nuovo - che però vedo affascina e piace alle persone. Allora perché non tirarla fuori da quel cassetto, assieme a saperi imparati (grazie mamma) e messi da parte ? È una vita intera che sono circondata da stoffe, spilli e filati, una famiglia di artigiane che ha fatto sì che per me questa fosse la normalità. Invece tante persone conosciute grazie alla mia attività mi hanno fatto capire che non è banale e che manualità antiche hanno ancora un valore. 💛


martedì 4 luglio 2017

Acqua di lavanda anti zanzare: ricetta con oleolito

Visto che mi è stato chiesto da tante ecco la ricetta per l'acqua alla lavanda anti zanzare.
Prima fai l'oleolito: in un barattolo di vetro pulito con coperchio ermetico metti circa 1/3 del volume di fiori di lavanda secchi. Meglio di quelli freschi per evitare che si guastino. Ricopri olio evo, oppure, se non ami l'odore forte, olio di mandorle o girasole. Chiudi il vasetto e rivestilo di stagnola, mettilo al buio al fresco in un armadio per un mese agitando una volta al giorno.
Quando è pronto metti circa 3 parti di oleolito ogni 10 parti di acqua in uno spruzzino e usa come gli spray antizanzare.
Fammi sapere come ti trovi! 😘


domenica 7 maggio 2017

Cose strane che mi rendono felice: un vecchio bancone con tantissimi cassettini

Ho recuperato un vecchio bancone da calzolaio dal vicino, l'ho pulito e lucidato e adesso è il mio nuovo banco da lavoro 😀 ha tanti cassetti grandi e piccoli con innumerevoli scomparti, è stato amore a prima vista! Ci ho messo tutti i miei timbri, gli inchiostri, la carta, la stoffa... Lo adoro !


martedì 2 maggio 2017

Una foresta di zucchero filato: quaderno pastello

Sono arrivati i nuovi inchiostri pastello, li adoro! Avevo inciso questi timbri con gli alberelli da un po' ma aspettavo i colori giusti .. per disegnare una foresta di zucchero filato sulla copertina di questo quaderno 😊
E ora che ho una piccola-grande vecchia-novità riguardo ai miei timbri (vedrai presto), sono ancora più entusiasta del lavoro.. scegliere, comporre, immaginare, disegnare, incidere.. può sembrare semplice realizzare e decorare un quadernino, ma dietro c'è artigianato e cratività veri 😃


sabato 22 aprile 2017

Non ti scordar di me (e delle orecchie di topo)

Il Nontiscordardime ha un nome bellissimo, oltre che un colore meraviglioso.. ma la sua denominazione botanica, Myosotis, è molto buffa: significa in greco "orecchie di topo"!! Per le tue orecchie invece va bene il nome romantico: gli orecchini minuscoli coi Nontiscordardime in argilla dipinta a mano.


mercoledì 12 aprile 2017

Cosa c'è dentro un oggetto fatto a mano?

I taccuini botanici sono fatti interamente a mano: taglio della carta, rilegatura cucita con filo di cotone, decorazione della copertina con timbri incisi a mano.
Cosa significa questo? Che c'è veramente tanto amore dentro, e tempo, e passione: quando li userai percepirai di avere in mano un prodotto di valore, che racchiude tutte queste cose. Se lo regalerai, assieme all'oggetto donerai tutto ciò 💛


lunedì 10 aprile 2017

Novità primavera estate: le collane con foglioline doppie

Ancora novità primaverili: le collane con foglia doppia, sempre in argilla speciale con gesso e fibra di carta, catenina sottile in metallo.
Sono dipinte con colori ad olio in due tonalità: bianco e verde chiaro, oppure terracotta e verde brillante. Non dovrei dirmelo da sola, ma le adoro! 😍
Le collane foglie sono sbarazzine e parlano già un po' di estate ..


mercoledì 5 aprile 2017

Il fiore più semplice e la grande fantasia dei botanici: la margherita, "fiore bianco"

Ho deciso di creare delle piccole novità ancora più primaverili, questa volta -attenzione attenzione- senza foglioline! Bè niente di strano però, sono fiori 😊 dei micro orecchini dipinti a mano coi pastelli ad olio. Queste sono le margherite, ci sono lilla e rosse, e nello shop trovi anche il myosotis, il tenero Nontiscordardime. 🌼

La margherita è il fiore più semplice, molto probabilmente se ti dicono "fiore" pensi subito e istintivamente a lei. E' vero? Perchè è un po' l'archetipo del fiore: un centro giallo, petali attorno simmetrici, gambo dritto e foglie piccine. La vedi dappertutto, cresce spontanea nei prati, e fin da bambina la conosci, la cogli, ci fai ghirlande o giochi a "m'ama - non m'ama".
Io ci sono affezionata, proprio perchè è umile ma bellissima nella sua essenizalità: ha tutto quello che serve, niente di più, niente di meno.
Anche il suo nome è così semplice da essere quasi ovvio: Leucanthemum, il termine botanico, deriva dal greco e significa - pensa un po' - fiore bianco 😀.


giovedì 30 marzo 2017

Calendula: se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Ricetta curativa.

La calendula.. se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Ma ci ha già pensato la natura, come sempre! I suoi fiori hanno molte proprietà curative e non possono proprio mancare nella piccola erboristeria di casa: antisettiche, atringenti, combattono infezioni, irritazioni gastriche; migliorano la circolazione, aiutano a cicatrizzare le ferite e le scottature e a curare i disturbi della pelle. Ad esempio un olio in cui si fa macerare calendula, achillea millefoglie, lavanda e piantaggine è un utile pronto soccorso per piccoli tagli ed escoriazioni, anche per i bambini che hanno sempre un ginocchio o un gomito sbucciato da qualche parte (il che va anche bene, vuol dire che corrono e si divertono 😄).


  • 150 grammi ciascuno di fiori e foglie di achillea millefoglie, petali di calendula, fiori di lavanda, foglie di piantaggine
  • 250 ml di olio di cocco


Lava e asciuga le erbe fresche, ponile in un barattolo di vetro e ricopri con l'olio di cocco caldo. Chiudi bene, metti al sole a riposare per 3 settimane agitando di tanto in tanto. Trascorso il tempo di riposo filtra l'olio con un colino o una garza e travasalo in bottigliette che conserverai al fresco.
Usalo su tagli, sbucciature, escoriazioni per fermare l'emorragia, calmare il dolore e prevenire infezioni.*

Allora prova a piantare un po' di calendula, è anche bellissima e decorativa!

Nella foto c'è il braccialetto fogliolina in uno dei nuovi colori primavera: bianco e giallo; l'ho fatto anche in azzurro.



* Ricetta tratta da "Piccola erboristeria domestica" di Anne McIntyre, Terre di Mezzo Editore.

martedì 28 marzo 2017

Collane con Foglioline bicolori: la primavera frizzante

La primavera mi frizza in testa, volevo fare qualcosa di nuovo adatto alla stagione e alle sue nuove sfumature. Così ho creato le Foglioline bicolori: effetto dipped e craquelè, immerse nel colore, con tinte chiare, vivaci, pastello. Sempre ispirate alla natura e alla semplicità, ma con un'aria moderna e frizzante. 🍃
Ti piacciono? Trovi le collane con foglie bicolori in negozio, in diverse combinazioni di tinte.


mercoledì 15 marzo 2017

Fuori i rastrelli! Semina, pianta e rinvasa in bellezza con i cartellini segnapiante

E' tempo di giardinaggio! Io mi sono dedicata alle aromatiche: ho seminato il basilico, trapiantato il rosmarino e spuntato la menta. Hai già cominciato a rinnovare il giardino o il balcone?
Puoi decorare i vasetti o le aiuole con i segnapiante, cartellini colorati con il nome della piantina. Utili per ricordare dove hai seminato cosa, o per abbellire i vasi del terrazzo o del davanzale. 🌱🌿Questo set di segnapiante con le foglie verdi lo puoi acquistare così com'è oppure posso personalizzarlo con le scritte e i colori che preferisci. Nello shop trovi anche altri modelli!


domenica 12 marzo 2017

Fare in casa, bello e utile: il sapone.

Fare il sapone in casa mi dà molte soddisfazioni: si ottiene un prodotto di grande qualità, senza aggiunte artificiali inutili, cruelty free e super divertente! il più semplice è questo, all'olio di oliva, perfetto per la mia pelle che è sempre secca e tirata. Si possono fare tante belle cose da sè 😊


Se vuoi avvicinarti a quest'arte ti consiglio il sito Gli Alchimisti , hanno anche pubblicato un manuale molto carino per imparare le basi. Poi, se come me non riuscirai più a smettere, troverai altro materiale per cimentarti in progetti più articolati sia in rete che in libreria. Fammi sapere come vanno i tuoi esperimenti!

giovedì 9 marzo 2017

Ciao, piacere, Marzo! Perchè questo mese si chiama così

Ciao, piacere, Marzo! perchè questo mese si chiama così lo sanno tutti: dal nome del dio Marte. Il dio romano della guerra. Che brutta roba però! In verità i Romani arcaici associavano questa divinità anche all'agricoltura e alla fertilità dei campi, che proprio in questo periodo si risvegliano. Allora buon risveglio, alla terra e alle piante, agli animali e a noi, buon Marzo! 🌱🌸
Per te un assaggio di primavera, rosa e floreale, con uccellini liberi e festosi: è il quaderno romantico, fatto tutto a mano, dal taglio della carta, alla cucitura, alla decorazione.


mercoledì 1 marzo 2017

La quercia: coraggio, virtù, forza

La quercia.. un albero che ha avuto la stessa simbologia praticamente in tutte le culture occidentali: la forza. La pianta sacra a Zeus, nell'antica Grecia; segno di coraggio e virtù per i Romani; luogo rituale per i Druidi Celti. Per tutti simbolo di robustezza - usata per incoronare i valorosi e fabbricare scudi e navi - e sovranità, significato che continua ancor oggi: la quercia infatti, assieme all'ulivo della pace, compare tuttora nel simbolo della nostra Repubblica.
Se sei il punto di riferimento della famiglia e degli amici, cui tutti chiedono consiglio, se vai avanti sicura e fiera, basando le tue scelte sull'esperienza e sul coraggio che nella vita ci vuole, eccome! la quercia è la tua foglia, e a chi ti chiederà perchè avrai una lunga tradizione da raccontare 😊 scegli tra ciondoli quercia, pendenti, spille e anelli con questo simbolo denso di significato.
Scrivimi per altri colori!


domenica 26 febbraio 2017

Elogio degli oggetti rotti



Il mio compagno mi sgrida sempre perché conservo un sacco di oggetti rotti o rovinati e riempio la casa di “roba”. Non posso farci niente, è più forte di me. Provo sempre a riparare, aggiustare e, alla peggio, a riusare.
Un innaffiatoio bucato è diventato un vaso per i fiori, un pomello da cassetti ha sostituito il manico di un coperchio che si era staccato, la teiera che ho scioccamente fatto cadere adesso è un porta bustine di tè.
Nella mia famiglia tutti riparavano, guai a buttare prima di provare ad aggiustare: mamma rammendava calze e fazzoletti, papà incollava suole e rimetteva in sesto armadietti… e tante altre piccole cose che oggi sono anche ricordi che conservo teneramente.
Perchè sono nati, specie il mio babbo che era più anziano, in un periodo in cui proprio non si poteva sprecare.

Ma si può provare a fare ancora diversamente, a fare un passettino in più. Non solo aggiustare, anche riusare.
Ho la creatività, che i miei forse non avevano, per reinventare altri usi alle cose. Ho la consapevolezza, che anni fa proprio non esisteva, del danno ambientale di trasformare oggetti in rifiuti. Un passo in più che per certi versi è un passo indietro, cioè nel passato, quando tutto questo era assolutamente normale.
Si avevano pochi oggetti, ma ben fatti. Non era vero, allora, il concetto “comprarne un altro conviene più che ripararlo” perché i prodotti industriali oggi costano pochissimo e non val la pena aggiustare quasi niente.

Ognuno può, se condivide questo pensiero, fare del suo meglio per recuperare, sia modi di vita sorpassati ma forse ancora validi, sia oggetti e materiali che hanno ancora qualcosa da dare. Sarà poco più che una goccia nel mare.. ma c’è una favola africana che aiuta a dare un senso a quella goccia:

Quella fiaba del colibrì che, durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali scappano, vola verso il fuoco con una goccia d’acqua nel becco. Il colibrì viene deriso, “cosa vuoi fare con quella piccola goccia?? è inutile!!”. Ma l’uccellino continua a volare e risponde: “Io faccio la mia parte!”.


lunedì 20 febbraio 2017

Timbri botanici incisi a mano. Una fatica divertente

Tutti i miei taccuini e quaderni sono decorati con timbri incisi a mano: li disegno osservando bacche, rametti e foglie che raccolgo in città, nei parchi e in montagna.
Riporto il disegno su carta da lucido, poi sulla gomma o sul linoleum. Incido, ritaglio e infine incollo su di un supporto di legno.
Un timbro delle dimensioni di questi nella foto richiede quasi un'ora di lavoro. Ma è molto divertente 😊


domenica 12 febbraio 2017

Less is more?

"La semplicità è più difficile da creare della stravaganza fine a se stessa." [F. Sozzani]

Per me è molto vero e molto difficile.
Ho sempre avuto il gusto del bizzarro mentre ora, passando il tempo, resto sempre un po' fuori dagli schemi ma concentrandomi di più su un solo particolare interessante. Il che vuol dire che indosso ancora il medaglione indiano gigante, ma magari con jeans e camicia, e non con tutto l'armamentario etnico. O viceversa il sari, o i pantaloni harem, li porto ancora ma senza monili vistosi.
E non è sempre e solo una questione anagrafica. Molte ragazze e donne da sempre vogliono che un gioiello sia piccolo, semplice, che non si faccia notare. Il che per me all'inizio era quasi un controsenso, non lo capivo. "A che serve un ornamento se non si vede??".  Poi ho compreso che spesso un monile non parla agli altri, parla a noi, dice di noi, può essere un simbolo, un ricordo, un segno di come siamo. Anzi questo lo sapevo già, l'ho sempre detto: io raccontavo di me con le mie collane sgargianti la mia personalità sgargiante. Semplicemente altre ragazze parlano di sè con gioielli delicati perchè loro sono delicate, magari più timide, e vogliono farsi scoprire pian piano; oppure sportive e sempre indaffarate e cercano la praticità senza rinunciare alla femminilità. E tante altre storie, ognuna la sua..
Questi bracciali li ho creati così, pensando alle donne che cercano la bellezza del dettaglio discreto. Che ne pensi, secondo te "less is more"?
I braccialetti foglia sono in vari colori ma.. non troppi 😄puoi chidermi però qualunque colore ti piaccia e lo farò per te.